PORTOFERRAIO
IL progetto di ristrutturazione urbanistica dell’
Open Air Museum di San Martino fondato da Italo Bolano nel 1964 e portato avanti dalla Fondazione dal 2021, dopo la morte dell'artista elbano avvenuta nel 2020, è fermo sulle scrivanie della Biscotteria da quattro anni. Da quando cioè, nell'ottobre 2022, è stato depositato con tutte le autorizzazioni previste per legge, compresi i pareri positivi della Soprintendenza, senza però approdare alla fase attuativa. Per dare corpo a un sogno a lungo accarezzato da Bolano, manca solo il permesso a costruire che deve rilasciare il Comune di Portoferraio. Intanto, due amministrazioni si sono alternate in municipio, senza centrare l'obiettivo. Perché questo ritardo? "L’elefantiasi della burocrazia, unita a problemi finanziari dell’ente - risponde Alessandra Ribaldone in Bolano, presidente della Fondazione – Ecco la causa principale. Eppure il sindaco Nocentini ha visitato il museo; visionato il rendering del progetto, come pure l’assessore all'Edilizia Privata, Claudia Femia. Da pochi giorni è subentrato pure un nuovo assessore, Nicola Ageno. Inoltre, dai primi di gennaio, l’Ufficio tecnico ha un dirigente. Spero in un urgente incontro per definire i tempi di rilascio del permesso a costruire, accompagnato da una convenzione con il Comune di Portoferraio la cui bozza, redatta da un legale di provata esperienza, è già stata consegnata nel luglio 2025. So che il nuovo dirigente si trova con una quantità di problemi in sospeso. Ma chiedo che l’esame del progetto venga avviato con urgenza, perché sono in scadenza i permessi della Soprintendenza. Se dovesse accadere, occorrerebbero altre lungaggini e ulteriori spese per il loro rinnovo". Cosa prevede il progetto? "Ispirato all’opera ‘Donne Isola’ dell’artista - continua Alessandra Ribaldone – ha una pianta che ricorda le forme ondulate e sinuose di due donne. Si compone di due strutture ad angolo unite in alto da un ponte in vetro. Insisteranno e in parte sostituiranno le strutture attualmente precarie. In totale sono 2500 mq al coperto distribuiti su due piani fuori terra più la terrazza calpestabile. Accoglieranno collezioni permanenti su tela, carta e piccola ceramica di Bolano. Sale dedicate ad artisti ospiti con mostre temporanee. Poi una sala riunioni, aule con laboratori per ceramica e arti; inoltre biglietteria, accoglienza, servizi igienici, biblioteca, bookshop e caffetteria. La seconda parte conserverà la memoria del fondatore, la sua casa estiva, dove accogliere anche artisti in residenza, il suo studio e i suoi ricordi artistici. Sono anche previsti due monolocali per artisti in residenza. Sulla terrazza panoramica, calpestabile, ci sarà un auditorium per fare musica a cielo aperto e spazi dove esporre opere di Bolano e di altri artisti ospiti”. “Sarà un’opera prestigiosa per Portoferraio e per l’Isola – prosegue Ribaldone - che darà finalmente seguito all’idea di Italo di dotare il museo di uno spazio al chiuso per poter avere scambi istituzionali anche con altri musei italiani e stranieri e per poter fare cultura anche nei periodi invernali, a disposizione dei giovani e degli studenti sia dell’Isola sia da fuori Isola”. Chi finanzierà quest’opera? “Abbiamo già contattato una società di consulenza di Prato per il reperimento di fondi tramite un Fundraising al quale si potranno affiancare mecenati privati e lasciti che stiamo già cercando in attesa dell’approvazione comunale. Poi con la Banca dell’Elba si aprirà un fondo vincolato dove affluiranno le somme che troveremo. All’ingresso monteremo pannelli con i nomi dei mecenati molto simile a quello dello Sferisterio di Macerata. Chiaramente – conclude - sarà un lavoro lungo, ma senza permesso a costruire siamo bloccati”.






