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mercoledì 4 febbraio 2026

All'Open Air Museum di San Martino il restauro è lungo...

 PORTOFERRAIO

IL progetto di ristrutturazione urbanistica dell’


Open Air Museum di San Martino fondato da Italo Bolano nel 1964 e portato avanti dalla Fondazione dal 2021, dopo la morte dell'artista elbano avvenuta nel 2020, è fermo sulle scrivanie della Biscotteria da quattro anni. Da quando cioè, nell'ottobre 2022, è stato depositato con tutte le autorizzazioni previste per legge, compresi i pareri positivi della Soprintendenza, senza però approdare alla fase attuativa. Per dare corpo a un sogno a lungo accarezzato da Bolano, manca solo il permesso a costruire che deve rilasciare il Comune di Portoferraio. Intanto, due amministrazioni si sono alternate in municipio, senza centrare l'obiettivo. Perché questo ritardo? "L’elefantiasi della burocrazia, unita a problemi finanziari dell’ente - risponde Alessandra Ribaldone in Bolano, presidente della Fondazione – Ecco la causa principale. Eppure il sindaco Nocentini ha visitato il museo; visionato il rendering del progetto, come pure l’assessore all'Edilizia Privata, Claudia Femia. Da pochi giorni è subentrato pure un nuovo assessore, Nicola Ageno. Inoltre, dai primi di gennaio, l’Ufficio tecnico ha un dirigente. Spero in un urgente incontro per definire i tempi di rilascio del permesso a costruire, accompagnato da una convenzione con il Comune di Portoferraio la cui bozza, redatta da un legale di provata esperienza, è già stata consegnata nel luglio 2025. So che il nuovo dirigente si trova con una quantità di problemi in sospeso. Ma chiedo che l’esame del progetto venga avviato con urgenza, perché sono in scadenza i permessi della Soprintendenza. Se dovesse accadere, occorrerebbero altre lungaggini e ulteriori spese per il loro rinnovo". Cosa prevede il progetto? "Ispirato all’opera ‘Donne Isola’ dell’artista - continua Alessandra Ribaldone – ha una pianta che ricorda le forme ondulate e sinuose di due donne. Si compone di due strutture ad angolo unite in alto da un ponte in vetro. Insisteranno e in parte sostituiranno le strutture attualmente precarie. In totale sono 2500 mq al coperto distribuiti su due piani fuori terra più la terrazza calpestabile. Accoglieranno collezioni permanenti su tela, carta e piccola ceramica di Bolano. Sale dedicate ad artisti ospiti con mostre temporanee. Poi una sala riunioni, aule con laboratori per ceramica e arti; inoltre biglietteria, accoglienza, servizi igienici, biblioteca, bookshop e caffetteria. La seconda parte conserverà la memoria del fondatore, la sua casa estiva, dove accogliere anche artisti in residenza, il suo studio e i suoi ricordi artistici. Sono anche previsti due monolocali per artisti in residenza. Sulla terrazza panoramica, calpestabile, ci sarà un auditorium per fare musica a cielo aperto e spazi dove esporre opere di Bolano e di altri artisti ospiti”. “Sarà un’opera prestigiosa per Portoferraio e per l’Isola – prosegue Ribaldone - che darà finalmente seguito all’idea di Italo di dotare il museo di uno spazio al chiuso per poter avere scambi istituzionali anche con altri musei italiani e stranieri e per poter fare cultura anche nei periodi invernali, a disposizione dei giovani e degli studenti sia dell’Isola sia da fuori Isola”. Chi finanzierà quest’opera? “Abbiamo già contattato una società di consulenza di Prato per il reperimento di fondi tramite un Fundraising al quale si potranno affiancare mecenati privati e lasciti che stiamo già cercando in attesa dell’approvazione comunale. Poi con la Banca dell’Elba si aprirà un fondo vincolato dove affluiranno le somme che troveremo. All’ingresso monteremo pannelli con i nomi dei mecenati molto simile a quello dello Sferisterio di Macerata. Chiaramente – conclude - sarà un lavoro lungo, ma senza permesso a costruire siamo bloccati”.





domenica 25 gennaio 2026

Monserrato, tre ragazzini trovano il tabernacolo rubato

 Tre ragazzi tredicenni portoazzurrini, Giorgio, Luca e Lupo, ritrovano nel letto di un torrente in secca, ai piedi della collinetta su cui si erge il santuario di Monserrato il tabernacolo rubato nel 1993 dall’altare della Madonna Morena. Proprio nel giorno dell’anniversario della morte del sacerdote che l’aveva fortemente voluto e installato nel 1991, don Sergio Trespi. Quell’anno segnava la riapertura del santuario seicentesco al culto dei fedeli, dopo diversi anni durante i quali l’edificio era non agibile per consentire che terminassero i lavori di ripristino all’intera struttura. Appena però trascorso un anno e mezzo circa da allora, avvenne il furto. “In un primo momento si era pensato – ricostruisce l’accaduto sulla sua pagina Fb, Fabrizio Grazioso – che fosse stato rubato per rivenderlo sul mercato illegale degli oggetti sacri. Ma evidentemente non è stato così. Qualcuno notte tempo si è introdotto nella chiesetta. Si è impossessato del reliquiario e poi, non sapendone cosa fare, si presume lo avesse gettato in fondovalle. Potrebbe essere una ricostruzione plausibile, anche se obiettivamente mancano riscontri oggettivi”. Come ogni domenica, anche quella del 18 gennaio scordo, i ragazzi del catechismo, dopo la partecipazione alla messa delle 11 in parrocchia, approfittando di una bella giornata di sole, hanno fatto una passeggiata dal paese a Monserrato, per trascorrere una giornata all’aria aperta. “Lo facciamo sempre d’estate con il sole cocente – ammette sempre Grazioso – Ma anche d’inverno, quando il tempo ce lo consente. A Monserrato si sta d’incanto. Passano da qui, nella bella stagione e non solo, camminatori, escursionisti dell’ultima ora, viandanti equipaggiati che manco a Santiago ho trovato”. Dopo aver consumato insieme la colazione davanti al fuoco, i ragazzi hanno cominciato a gironzolare a valle. “Lupo addirittura col braccio ingessato – continua Grazioso - Il bello della gioventù è l’esplorazione, conoscere il nuovo. Tre del gruppo tornano su all’eremo di corsa, come se avessero visto cinghiali in rimonta, a valle”. Dissotterrato dalla furia dell’acqua, avevano ritrovato il tabernacolo di don Sergio. Intatto, o quasi. “Lo tenevano come un trofeo – commenta - e manco sapevano perché fosse finito là sotto” Ecco, dopo trentatré anni una storia a lieto fine. Quel tabernacolo faceva ritorno nella sua casa naturale, scoperto da giovani ‘archeologi’ ignari della sua storia. Ora si trova nelle mani del fabbro, di Maurizio G., che sta cercando di aprire la serratura. “Una storia che irrompe nell’ordinaria semplicità della domenica – si legge nel post - che fa sorridere e ci rende un’unica, grande comunità che sa (e deve) gioire assieme. Una vicenda, questa, che sottintende una verità ancora più sublime: le cose belle arrivano per caso, da chi manco te l’aspetti, in giornate che appaiono grigie. E a chi vuol leggerci qualcosa di più, tutto è accaduto nel primo anniversario di morte di don Sergio, che quel tabernacolo se l’era scelto e lassù l’aveva posto. Come a dire: ‘Ci sono sempre”.


lunedì 12 gennaio 2026

Prossimo i laviori del primo lotto alle Galeazze

 


Sono entrati nelle casse della Biscotteria (inseriti però nell'esercizio finanziario 2025) due milioni e 300 mila euro di euro come contributi inerenti il ripristino dell'Arsenale delle Galeazze. Ecco chi sovvenziona il progetto per la realizzazione del "Centro di interpretazione dedicato al Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos": il parco nazionale dell'arcipelago toscano (un milione e 100 mila euro); la Regione Toscana Regione Toscana con 600 mila relativi all'annualità 2025 e altri 600 mila euro per il 2026. Questo in base al nuovo schema di accordo siglato tra Regione, Comune di Portoferraio e parco nazionale, come riporta la determina del dirigente dell'Area 3 (Servizi tecnici e al territorio), Federico Bonelli. "“Considerato che l’intero intervento - si legge nell'atto amministrativo - è stato suddiviso in due lotti funzionali: il primo lotto, che assomma complessivamente a 3 milione di euro, comprende tutti gli interventi necessari per consolidare ed efficientare l’involucro edilizio; il secondo lotto, invece, che assomma complessivamente a euro 2 milioni 691.539,53 euro comprende l’allestimento del centro di interpretazione consistente nell'acquisto di arredi e attrezzature per l’allestimento del centro, il Comune, a fronte delle risorse finanziarie disponibili pari complessivamente a euro 3 milioni di euro, ha ritenuto di attuare il primo lotto di interventi impegnandosi insieme al parco nazionale a reperire in futuro le ulteriori risorse necessarie all’allestimento del centro. Gli amministratori di Portoferraio assicurano – si legge ancora nella determina - il co-finanziamento dell’opera per l’importo di euro 700 mila euro che a tal fine hanno proceduto ad allocare nel bilancio le apposite risorse finanziarie". Gli altri enti cofinanziatoti (Regione e parco) hanno assicurato la loro compartecipazione, al fine di arrivare alla realizzazione di questa importante opera pubblica.