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domenica 23 maggio 2021
Procchio si muove sulle tracce di Napoleone
Il programma delle manifestazioni napoleoniche per l’estate 2021 sarà presentato negli spazi esterni del bar ‘Il Postale’, martedì 1 giugno alle 18 dall’associazione culturale ‘Procchio Napoleonica’ con il patrocinio del comune di Marciana. Si tratta di 14 eventi il cui culmine è rappresentato dalla settimana napoleonica di fine agosto dove, in sette serate, saranno accontentati tutti i gusti in tema di rievocazioni napoleoniche. Il cartellone si aprirà con la caccia al tesoro in tema napoleonico per il territorio di Marciana, domenica 20 giugno (premiazione alle 21,45); ultima, ma non per importanza, sarà il fortunato gioco enigmistico proposto da Letizia Balestrini denominato “rebus in vetrina”, collocato per sabato 18 settembre, che tanto successo ha ottenuto nell’edizione 2020. Ma vediamo il programma nello specifico. Si parte con la presentazione dei libri in piazzetta dei Delfini a Marciana. alle 21,45. Inizia Isabella Zelfino il 2 luglio; cui seguiranno Gemma Messori (11 luglio) e Silvestre Ferruzzi (30 luglio). Il 16 luglio al parco di Procchio piece teatrale dei Tappezzieri. Si passa alla “Settimana Napoleonica”. Tiziana Criscuoli alle 21,15 del 22 agosto presenta al parco di Procchio canti, musica e balletti per Napoleone. Cena gastronomica gestita dalla Proloco di Procchio lunedì 23 agosto. Replica della piece teatrale dei Tappezzieri a Procchio il 24 agosto. Videoconferenza a Procchio, alle 21,15) dello storico Alessandro Barbero (via You Tube) con la partecipazione di Isabella Zolfino Isabella. Il 26 agosto Icilio Disperati a Procchio parlerà (sempre alle 21,15) delle miniere al tempo dell’Imperatore. Venerdì 27 agosto a Procchio corteo storico per le vie del paese con partenza dalla spiaggia e arrivo al centro paese per terminare cui seguirà un concerto (nel rispetto del prossimo Dpcm). La settimana si concluderà con la cena di gala al parco attrezzato il 28 agosto. Al termine proiezione del cortometraggio “Venere vincitrice” alle 20. Infine due proposte per settembre. Il 10 in piazzetta dei Delfini a Marciana torneo di scacchi con giocatori in costume alle 21. Il 18 settembre, rebus in vetrina (inizio del gioco il 15 settembre) per il centro di Procchio con premiazione serale. Presenteranno alle 21 Letizia Balestrini e Angela Giretti.
domenica 9 maggio 2021
La Villa dell'agronomo ospiterà l'ecomuseo dell'agricoltura
Il restauro alla Villa dell’Agronomo a Pianosa si può ritenere completato. Rimangono, è vero, da portare a termine alcuni interventi di piccola entità all’interno dell’edificio e manca tutto l’arredo di cui la nuova fruizione dello stabile, diventerà un Ecomuseo dell’Agricoltura di Pianosa da colonia penale a isola ricadente completamente nelle competenze del parco nazionale dell’arcipelago. Ma il programma lo si può considerato finito. “Sono molto soddisfatto del risultato conseguito – ha detto il presidente Giampiero Sammuri – del lavoro svolto fin qui dai miei collaboratori e dagli uffici dell’ente. Tutti si sono prodigati nel recuperare in toto un bene, oggi riconosciuto dalla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione d’interesse storico-artistico e quindi tutelato a norma di legge”. Si chiuse allora un cerchio il cui iter burocratico era iniziato nel gennaio 2004 con l’avvio delle relative pratiche, per arrivare poi al 2017 per riuscire infine a indire gara europea per il restauro della Villa. I cui cantieri furono aperti nel 2019, proprio per imbattersi nel periodo del lockdown e infine entrare decisamente nella fase 2 del Covid-19. “Il restauro della dell’Agronomo a Pianosa ha richiesto un finanziamento di un milione e 500 mila euro – ha continuato il presidente – a cui andranno aggiunto 150mila euro che saranno spesi nell’allestimento del mobilio delle stanze. Si tratta dell’investimento più grande da quando sono presidente del parco. Superiore anche a quello del castello del Volterraio e la riapertura della villa romana di Giannutri. Non nascondo che sono veramente emozionato e chi mi conosce sa che non è molto facile. È una bellissima notizia alla vigilia della riapertura a pieno della stagione turistica. Ringrazio i consiglieri del parco che hanno condiviso con me la volontà di questo investimento, il ministero dell’ambiente che ha cofinanziato l’intervento e gli uffici del parco ed in particolare l’architetto De Luca che ha seguito l’iter di tutta l’opera con competenza e dedizione”. Se tutto sarà rispettato e realizzato secondo la tabella di marcia quest’estate sarà prevista l’inaugurazione. La Casa dell'Agronomo è uno degli edifici di maggior pregio di Pianosa. Fu costruito intorno al 1850 su volontà del governo toscano con l'intenzione di realizzare la colonia penale agricola così come si rileva dai cartoncini datati 1840 e 1880 conservati presso l'archivio di stato di Livorno. Questo ruolo centrale dell’agricoltura rende ragione della sede pregevole utilizzata in passato e oggi purtroppo in cattivo stato di conservazione. L'esigenza primaria era quella di fornire le abitazioni per il personale addetto al carcere e la costruzione ebbe proprio questo scopo, così che il fabbricato fu suddiviso in quattro appartamenti, ciascuno fornito di un piccolo bagno. Proprio per queste caratteristiche – continua Sammuri – vorremmo realizzare l’Ecomuseo dell’agricoltura e anche prevedere stanze in cui sarà ripercorsa l’intera storia dell’ex Isola del Diavolo”.
domenica 11 aprile 2021
Le poesie del Guardiano del faro
Le poesie contenute in questa raccolta nascono dalla penna del Guardiano
del faro: misterioso ed enigmatico personaggio che ha trascorso oltre
dieci anni a scrutare il mare, per poi affidare i suoi versi alle onde.
Messaggi in bottiglia che Luigi Cignoni ha pazientemente raccolto e
selezionato per dar forma a questo libro. Affiorano ricordi d’infanzia e
di gioventù, nell’esaltazione di una felice età dell’oro che l’uomo ha
vissuto e il cui ricordo è duro a morire.
Infine l’alternarsi delle stagioni, gli affetti più cari e il mare, il
grande protagonista di questa raccolta tanto intima quanto capace di
colpire la sensibilità di tutti i suoi lettori.
venerdì 19 marzo 2021
Al via il Walking Festival del parco nazionale
Al via le camminate primaverili con il Walking Festival del parco nazionale. Inizieranno domani, 20 marzo, per concludersi il 30 maggio. Tutti gli appassionati e amanti del trekking naturalistico nella bellezza del parco dell'arcipelago avranno così un’occasione da non perdere. “Un invito – dicono i diretti responsabili dell’ente - a immergersi nei piccoli borghi ricchi di tradizioni, nei colori delle fioriture primaverili, con passeggiate a tema, degustazioni, nella calma, lontani dalla confusione e in piena sicurezza sanitaria. Il programma interessa le isole di Pianosa Elba, Pianosa, Giglio e Capraia”. Fra le novità di quest'anno le geo-experience, appuntamenti dedicati alla geologia, e i biowatching, passeggiate per approfondire la conoscenza dei siti protetti dal progetto Rete Natura 2000: trekking durante i quali i partecipanti avranno il privilegio di essere accompagnati da esperti geologi e naturalisti per unire il piacere di camminare a quello di conoscere sempre meglio il patrimonio geologico e naturalistico tutelato dal Parco. Ci saranno poi i trekking del km0, durante i quali le passeggiate ci condurranno fino ai luoghi delle produzioni, per degustare miele, vino, formaggi e piatti tipici della cucina locale. “Ma la novità più importante – si legge nel comunicato del parco - riguarda il sistema di prenotazione. Da quest'anno tutti gli eventi proposti dal Parco Nazionale su tutte le isole saranno prenotabili direttamente online. Basta cliccare questo link e consultare il calendario, per poi essere indirizzati al sito dove è possibile completare la prenotazione pagando, ove richiesto, con carta di credito”. Cominciamo con il calendario degli appuntamenti per il mese di marzo. Si comincia con il 20, a Marciana Marina per una passeggiata (obbligatoria prenotazione e iscrizione, costo 10 euro) sulle strade vicinali e nei vecchi coltivi. Il ritrovo e alle 10 al moletto del pesce a Marciana Marina per un percorso (durata 6 ore) fra usi e costumi marinesi, sosta all'agriturismo Fonte di Zeno e osservazione del Giardino delle Farfalle con il naturalista Leonardo Forbicioni. Evento su prenotazione, gratuito. Domenica 28 marzo, Grassera e i corsari. Escursione trekking gratuiti che, dall'eremo di Santa Caterina, raggiunge San Quirico e la torre e del Giove, ripercorrendo le tappe delle incursioni del corsaro Khayr al-Dīn, detto il Barbarossa, che hanno portato alla tragica distruzione del borgo, mai più ricostruito, di Grassera. Ritrovo: alla Casa del Parco alle 10 a Rio Elba. Il parco nazionale adotta uno specifico protocollo Covid, che limita a 15 partecipanti il numero dei prenotati per ogni evento e che assicura lo svolgimento delle attività in sicurezza. Per informazioni e prenotazioni ci si può collegare al sito: https://www.parcoarcipelago.info/calendario. Per qualsiasi altra informazione ci si può rivolgere all’ Info Park, oppure telefonando a 0565 908231. Indirizzo mail: ‘info@parcoarcipelago.info’.
domenica 7 marzo 2021
Il direttore degli Uffizi e il presidente Giani al Falcone
Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, impegnati questa mattina in un sopralluogo sui siti storico-museali portoferraiesi nel quadro del progetto “Uffizi Diffusi”. A fare gli onori di casa e ad accompagnare la delegazione fiorentina formata dai più stretti collaboratori del direttore degli Uffizi e del presidente di Regione in giro per la città saranno il sindaco Angelo Zini, l’assessore alla cultura Nadia Mazzei e il consigliere regionale Marco Landi. Pur non disponendo di comunicazioni ufficiali per volontà degli stessi organizzatori che fino all’ultimo hanno tenuto a non diffondere alla stampa la notizia, per cui la stessa partecipazione di Eugenio Giani ieri sera era data al 90 per cento, tuttavia è trapelata l’indiscrezione secondo cui lo stesso Schmidt vorrebbe far pervenire a Portoferraio opere d’arte conservate nei magazzini fiorentini attinenti o riferibili all’imperatore Napoleone Bonaparte di cui quest’anno cade il bicentenario della morte, perché siano mostrate al pubblico e riscuotino l’attenzione e la considerazione che esse meritano e che purtroppo non hanno goduto finora a Firenze per mancanza di spazio. O semplicemente di opportunità. Che è un po’ lo spirito, la filosofia cui si ispira lo stesso progetto ‘Uffizi diffusi’, sempre voluto da Schmidt. Cioè far acquisire alla galleria fiorentina una dimensione regionale. Una specie di “delocalizzazione” che porterà la raccolta di opere d’arte tra le più famose al mondo a espandersi fuori della cinta muraria fiorentina, per coinvolgere l’intera Regione. Elba compresa. “Per noi è un grossissima opportunità che vorremmo sfruttare in tutto e per tutto – ha detto al giornale l’assessora Nadia Mazzei – Sapere che la nostra città è stata inserita nel progetto a fianco, per esempio, del museo della Battaglia di Anghiari. di Villa Medicea a Careggi, del museo Civico di Pescia non può che farci onore. Speriamo che la visita che compiremo questa mattina sortisca l’effetto che tutti noi speriamo”. Sarà una doppia sfida quella intrapresa dall’equipe Schmid per il 2021. Per primo si vuol rendere la Toscana una ‘regione d’arte’, superando il concetto di ‘città d’arte’. Secondo essere pronti in occasione delle celebrazioni in programma per il bicentenario della morte di Napoleone che partiranno ufficialmente in 5 maggio. Un tempo molto contenuto e ristretto per organizzare il tutto. Ma il sindaco Angelo Zini coglie un altro aspetto della questione. “Perché limitarsi ad accogliere opere d’arte rapportabili all’epopea napoleonica? – si è chiesto – Potrebbe essere l’occasione per aprire e instaurare una collaborazione con la direzione degli Uffizi più ampia e più duratura nel tempo. E che esuli dalle celebrazioni in onore di Bonaparte”. È la prima volta per gli Uffizi che si parla di “collaborazione con altre realtà toscane”. L’obiettivo perseguito dal direttore e dai suoi collaboratori è quello di offrire l’opportunità al pubblico, specie in questo periodo pandemico che non favorisce le comunicazioni e gli spostamenti, di rendere fruibili e godibili opere d'arte che giacciono accatastate nei depositi fiorentini. Che sono, a detta dei più informati, migliaia.
lunedì 8 febbraio 2021
San Quirico, la chiesetta di Grassera
Una mappatura dei siti archeologici che insistono sul territorio riese al fine di proteggerli da ulteriori privatizzazioni e innesti architettonici che, se realizzati, ne cancellerebbero irrimediabilmente le tracce e le documentazioni (sia pure parziali) che sono pervenute a noi. È quanto richiedono dei residenti di questo versante all'amministrazione Corsini attraverso un messaggio lanciato su Fb dagli iscritti a "Rio Elba, com'eremo". Ce n'è per tutti i gusti e per tutti i palati, a partire dal castello del Giove, passando per le chiesette di San Felice a San Felo, della Visitazione della Vergine o di San Marco, detta anche della Madonna a Rio nell'Elba e di San Bennato a Cavo per finire con San Quirico a Grassera. Commenta Lelio Giannoni: «Ho chiesto al Comune di Rio di metterci un vincolo archeologico, perché fino a quel momento non c'era. Mi fu assicurato che lo avrebbero fatto, ma non so come è andata a finire la questione. Sarebbe necessario che qualcuno ci ritornasse sopra, per averne la certezza o riproporre la richiesta». Renzo Paoli, a cui si devono le foto della chiesa di San Quirico a Grassera che pubblichiamo, informa: «Ho incaricato alcune persone a andare in municipio. Se ne conoscerà l'esito tra qualche giorno». Poi, accennando alla pieve di San Bennato a Cavo, puntualizza: «Ho individuato approssimativamente dove dovrebbero essere le fondazioni dell'antica pieve. Pare che furono scoperte da una ruspa e immediatamente ricoperte. Anche tutta l'area delle Salate, compresa l'ex discoteca è zona archeologica». Il consigliere comunale di minoranza Umberto Canovaro così scrive in un commento: «A proposito di questa pieve, neppure questa è vincolata». Ma veniamo alla chiesa di San Quirico a Grassera. Scrive Giorgio Monaco in "Archeologia storia ed arte all'Isola d'Elba". «La chiesa romanica di San Quirico è una delle prime chiese proto-medievali dell'Elba risalente al XII secolo». Nella prima metà del XIV secolo Grassera era a capo di una delle capitanìe dell'isola, distretti amministrativi istituiti dalla Repubblica di Pisa sull'Isola d'Elba. Si trattava di un piccolo centro abitato localizzato presso gli attuali ruderi della chiesetta di San Quirico, nel territorio comunale di Rio nell'Elba. Vi sono state rinvenute numerose tessere mercantili del XIII e XIV secolo, legate all'estrazione e commercio del ferro che caratterizzava l'intera area. Era comunque un sito abitato stando alle varie campagne di scavi qui organizzate nel tempo da appassionati e semplici ricercatori. Riportati alla luce varie frammenti di vasellame, tante ossa. Ma fra tutti spicca un'iscrizione medievale ritrovata all'Elba e «oggi conservata nel museo archeologico di Portoferraio - si legge nella pagina di Wikipedia dedicata al villaggio di Grassera - "ad maiorem gloriam ro D (omi)ni S (an)c (ti) Quir (i)ci tem (plum) fe (cit)" (il tempio di San Quirico fu eretto a maggior gloria di Nostro Signore). Ma esiste ancora un altro fatto che rende unica la chiesetta di Grassera. È l'unica traccia ancora visibile di quel borgo medievale che fu completamente distrutto nel Cinquecento in seguito a una disastrosa scorreria di Saraceni, che lo rase al suolo in una sola notte. Dai ruderi si riconoscono le mura perimetrali con la piccola abside». La distruzione del villaggio fu dovuta all'attacco perpetrato nel 1534 da Khayr al Din Barbarossa. Contestualmente, i grasserinchi sopravvissuti si rifugiarono nel vicino paese di Rio nell'Elba e fornirono la nuova intitolazione della chiesa parrocchiale riese con quella della distrutta San Quirico. Ce n'è e ne avanza per fare di questo sito motivo d'interesse e d'attrazione turistica.[da
Il Tirreno]
venerdì 5 febbraio 2021
Il parco nazionale riqualifica lo stabile dell'ex tonnara
. È stato approvato il progetto definitivo ed esecutivo che riguarda l' efficientamento energetico dell'ex tonnara dell'Enfola, oggi sede dell'ente Parco nazionale dell'arcipelago toscano. La redazione del progetto era stata affidata al raggruppamento temporaneo di professionisti composto dallo Studio Aarc.it di Livorno e dallo Studio tecnico associato Ingeo di Massa Marittima (Grosseto). Il quadro economico del progetto definitivo prevede un costo complessivo di 470.849 euro, finanziato all'interno del "programma di interventi per l'efficientamento energetico, la mobilità sostenibile, la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti degli enti parco nazionali" del Ministero. I lavori, stando al cronoprogramma, inizieranno nel mese di aprile, per completarsi con il mese di agosto. Il progetto assicurerà il «livello di soddisfacimento normativo - come si legge nella relazione che dà il via all'esecutività degli interventi - per le opere che consentiranno l'uso dell'edificio in sicurezza per gli operatori e per gli utenti, recuperando il possibile dalle infrastrutture preesistenti con un sensibile incremento della performance energetica delle stesse». L'opera consisterà nel restauro del piano coperture, nella sostituzione degli infissi esistenti, nella sostituzione dei corpi illuminanti, nell'installazione di aerotermo a soffitto e di tubazioni di alimentazione esterne, compresi pannelli fotovoltaici di 3,50 kW. «Le realizzazioni nel loro complesso - si legge nella relazione progettuale - saranno funzionali al raggiungimento degli obiettivi prefissati che sono la minimizzazione dei costi e massima razionalizzazione degli stessi, massimo livello di efficientamento energetico, al fine di soddisfare le esigenze e le aspettative del Parco nazionale». Una riqualificazione che s'inserisce in un edifico, l'ex tonnara dell'Enfola, che ha un impianto architettonico risalente al 1775, con varie aggiunte successive databili almeno fino al 1810. Per cui c'è stata necessità di prevedere specifici accorgimenti che si andranno a sposare con una simile struttura. Detto questo, gli architetti garantiscono che migliorerà l'accesso in sicurezza per le manutenzioni della copertura dell'edificio. In fatti saranno realizzate condizioni di comfort e benessere interno ed esterno sia per il personale dipendente, sia per gli utenti grazie alla nuova illuminazione al led, al bilanciamento dei bianchi e alla resa cromatica ottimale; per non parlare poi della nuova climatizzazione estiva e invernale con una strumentazione più efficiente e con maggiore risparmio energetico dovuta alla sostituzione degli infissi con vetri esterni selettivi-filtranti e interni a basso emissivo. Tutti questi nuovi dispositivi avranno bisogno di una costante manutenzione, perché essi siano mantenuti in uno stato efficiente. Essa avverrà - come si legge sempre nello studio che accompagna il progetto di esecutività - secondo quanto predisposto dal piano di manutenzione stesso, dove sono indicate le caratteristiche manutentive e quelle di monitoraggio delle strutture realizzate. «Trattandosi però di attrezzature molto semplici e di scarsa complessità - conclude la relazione - gli addetti alle manutenzioni potranno intervenire anche in assenza di indicazioni tecniche specifiche».






