Cerca nel blog

domenica 5 agosto 2018

A chi leggevo le mie poesie




Ho letto le mie poesie
ai pini, mortelle e ginepri
delle Sugarelle


Ho sentito
portata dal vento
la loro approvazione


Allora ho respirato
profondamente
e ho lasciato che gli atomi
di quei luoghi d'infanzia
riempissero
il mio Essere.


Desiderio
d'immortalità?




da "Il mare in un bicchiere di plastica", Pferraio, 2018

sabato 21 luglio 2018

Chi non conosce la Leggenda dell'Innamorata?



Il canovaccio della rievocazione della Leggenda dell’Innamorata è sempre lo stesso. Identico (o quasi) da trentatré anni. Anche in occasione dell’edizione di quest’anno (nel 2017 però la commemorazione non ebbe luogo a causa delle regole sulla sicurezza pubblica, alle quali gli organizzatori non avevano ottemperato per tempo), come ogni 14 luglio che si rispetti, circa duecento figuranti, rigorosamente in abiti storici del Cinquecento, al cenno delle campane della chiesa parrocchiale dell’Assunta, hanno sfilato per il centro storico del borgo medievale, diretti alla spiaggia dell’Innamorata (circa cinque chilometri dal paese), luogo che fu teatro della tragedia che si consumò nel 1534, quando l’Elba era fatta oggetto di scorribande piratesche e saracene. Fu proprio in occasione di una scorreria del genere che avvenne l’episodio di sangue che per generazioni e generazioni fu tramandato oralmente dalla gente del luogo, ogni volta facendo rivivere nella piccola comunità insulare terrore e orrore. Una storia di amore lunga più di cinquecento anni che puntualmente, ogni mese di luglio, ripete la sua triste e malinconia sinfonia. Un canto come il fischio di una balenottera che cerca inutilmente il suo piccolo. Lorenzo e Maria erano due figli di questo borgo. Il primo appartenente a una famiglia di possidenti; la seconda invece alla classe più povera. Normale che le famiglie non vedessero bene questa prossima unione; soprattutto i familiari di Lorenzo che per lui accarezzavano altre aspettative e cullavano altri sogni. Ma alla fine trionfò l’amore. Quando tutto era pronto per i nuziali, ecco che spuntò all’orizzonte una tartana di saraceni. I turchi depredavano le campagne. Facevano man bassa di qualsiasi avere, spogliando di qualsiasi bene i contadini isolani. Inoltre sequestravano donne e ragazzi, per venderli come schiavi ad Algeri. In uno di questi blitz fu fatto prigioniero Lorenzo. Prima che la scialuppa raggiungesse il battello e salpasse definitivamente verso il sud del Mediterraneo, Maria, che aveva assistito alla scena, si buttò in mare per salvare lo sposo promesso. I saraceni, vista la mal parata, si liberarono dell’ostaggio, buttandolo a mare poiché temevano un intervento armato della popolazione del luogo, richiamata dalle grida della ragazza. Dicono che i due fidanzati si raggiunsero e abbracciati sparirono tra le onde. A futura memoria il luogo si chiamò l’ “Innamorata”, come legame indissolubile di Maria e Lorenzo con questa terra, e così si chiama tutt’oggi questo golfo. Anche si è rivissuto questo evento tragico. Una volta che il corteo storico ha raggiunto la spiaggia, illuminata da mille candele accese, Maria (quest’anno era rappresentata da Sara Sottocasa) si è tuffata dallo scoglio della Ciarpa e ha lasciato cadere il suo scialle bianco (appunto la ciarpa) che è stato poi recuperato dai nuotatori dei rioni. Per questa edizione della rievocazione della leggenda (forse) più celebre e conosciuta dell’Elba il canto lirico è riecheggiato fra le onde del mare della baia dell’Innamorata e fra le note de “Il Corsaro” di Giuseppe Verdi, gli astanti e i convenuti (circa un migliaio di persone) hanno assistito all’atteso tuffo di Maria nel tentativo disperato di raggiungere il suo Lorenzo. Poi quattro pescatori a nuoto, in rappresentanza dei quattro rioni del castello di Capoliveri (Baluardo, Fosso, Torre e Fortezza) si sono lanciati in una sfida per conquistare la Ciarpa della bella Maria. «Quest’anno – conclude Michelangelo Venturini, factotum e organizzatore principale della festa insieme con il Comune e la Pro Loco - la disfida della Ciarpa sarà intitolata a Gabriello Salvi detto Jimmy, artista locale recentemente scomparso». Attorno alle 23 sullo scoglio è apparsa illuminata la scritta “Innamorata”, segnale della fine dei festeggiamenti e anche l’invito a ritornare in questi luoghi nell’estate 2019, nel segno di Lorenzo e Maria.

domenica 17 giugno 2018

Una via a Portoferrio intitolata a Oriana Fallaci




PORTOFERRAIO Una strada della città, la parallela di viale Zambelli nell'area portuale di Portoferraio, intitolata alla giornalista Oriana Fallaci. È quanto ha deciso l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Ferrari che domani alle 16,30 sarà presente alla cerimonia di presentazione. L'intitolazione della via, che porterà il nome "Largo Oriana Fallaci", non è l'unica novità in quella zona: il Comune, infatti, svelerà la scultura che campeggerà al centro della rotatoria di viale Zambelli . Si tratta del logo del Rotary Club Isola d'Elba.Per l'occasione scatta il divieto di transito su viale Elba e viale Zambelli. Lo ha stabilito la giunta Ferrari attraverso la pubblicazione di un'ordinanza che riguarda appunto la circolazione veicolare. La via che porterà il nome di Oriana Fallaci, è quella parallela (lato ovest) a viale Zambelli, insieme alla porzione sud del piazzale connesso, quello dove ogni venerdì si svolge il mercatino ambulante. Per disciplinare il traffico di automezzi, è fatto divieto di sosta dalle 12 alle 20 di domani; saranno poi posizionate delle transenne che aiuteranno a provvedere alla deviazione del traffico all'atto di chiusura alla circolazione. Ma prima della cerimonia dell'inaugurazione, a partire dalle 16, ci sarà, sempre attorno alla rotonda di viale Elba, la cerimonia di installazione del logo del Rotary club Isola d'Elba, su richiesta della sezione elbana del sodalizio. «In ogni porto d'Italia - spiega il presidente del Rotary elbano, Giorgio Cuneo - così come in ogni aeroporto c'è il nostro emblema. Appena gli ospiti usciranno dai garage delle navi e dei traghetti e s'immetteranno sulle varianti che li portano in tutte le direzioni dell'Elba è bene che trovino il nostro simbolo». Si tratta del logo che è stato realizzato in mogano e che, come è stato detto, sarà posizionato al centro della rotatoria.«L'installazione della nostra ruota dentellata - prosegue sempre Giorgio Cuneo - vuole significare i valori che il Rotary propone nel mondo che sono alte qualità della connivenza reciproca». Ma veniamo alla cerimonia d'intitolazione a Oriana Fallaci, una delle giornaliste italiane (come si legge nelle nella sua biografia) più conosciute ed apprezzate nel mondo. Negli ultimi anni della sua vita la Fallaci ha preso una posizione forte sul rapporto tormentato tra Occidente ed Islam. Una posizione che, di conseguenza, ha polarizzato le opinioni nei confronti della stessa giornalista uccisa nel 2006 dal cancro. Criticata e amata. Portata come esempio sui social da molti, disprezzata da altri in una semplificazione del personaggio che, evidentemente, non rende onore alla carriera della scrittrice e giornalista, conosciuta in tutto il mondo per i suoi libri e le interviste ai grandi della storia e per le inchieste giornalistiche per l'Europeo e il Corriere della Sera. Altre città hanno deciso di intitolare strade e piazze alla scrittrice fiorentina: l'ultimo caso a Grosseto, nel settembre del 2017. Il suo nome non figurava nella delibera del Comune di Portoferraio in cui si annunciava la volontà dell'amministrazione a intitolare a illustri personali locali e no piazze e vie cittadine. A svelare il telo che copre la targa della via sarà Magdi Cristiano Allam, giornalista, politico e scrittore egiziano naturalizzato italiano che è anche il suo biografo.

sabato 9 giugno 2018

Rio Elba, ritorna l'Infiorata


Funziona spesso così. Un semplice evento della quotidianità è in grado di farti riaffiorare il passato e aprire l’album dei ricordi. E’ stato sufficiente riproporre  un’usanza finora sepolta nelle pieghe del tempo, per riportare scaglie di episodi vissuti nell’infanzia, pratiche un tempo in uso e poi non più riproposte. E’ quanto è accaduto recentemente a Rio nell’Elba, in coincidenza con la festività del Corpus Domini. Quando le parrocchiane addobbavano gli altarini lungo il percorso che veniva ricoperto dalla processione. Dalle finestre campeggiavano lenzuola e coperte multicolori, ma soprattutto le vie venivano addobbato con un fantasmagorica pioggia di fiori di campo. Era l’Infiorata. Che veniva preparata dalle donne più in vena artistica, lungo la Via Maestra, quella che scendeva dalla parte alta del paese, dritta dritta in direzione della chiesa parrocchiale. Vietato a noi ragazzi passarci sopra prima della processione: si sarebbero guastate le immagini e l’effetto non sarebbe più stato lo stesso. Dopo anni che non veniva riproposta, ecco che l’Infiorata ha fatto la sua comparsa quest’anno. Come vuole la tradizione. La festa del Corpus Domini chiude il trittico di festività religiose contrappuntate dall’Ascensione, dalla Pentecoste e infine dalla festa della Ss. Trinità, con la processione dal paese al piccolo tempio del Padreterno. Ognuna con la sua forma rievocativa che la contraddistingue dalle altre, in attesa poi di festeggiare il patrono, in piena estate, il 25 luglio. E insieme a Rio nell’Elba, c’è stato anche il paese di Campo nell’Elba che ha celebrato tale ricorrenza, addobbando a dovere la centralissima via Roma e non solo. “Le strade di Marina di Campo – si legge nel comunicato trasmesso dalla parrocchia - si sono colorate di mille sfumature per l'allestimento della consueta infiorata in occasione della festività del Corpus Domini. Già dalle prime ore del mattino, numerosi fedeli hanno trasformato il paese in una galleria artistica a cielo aperto, realizzando dei veri e propri quadri con petali di fiori e segatura colorata”. Poi la sera la processione ha sfilato lungo il percorso appositamente decorato. Quest’anno sono intervenute le donne del Circolo degli anziani “Mario Cacialli” insieme con la Pro Loco di Rio nell'Elba ripristineranno in occasione della celebrazione religiosa del ‘Corpus Domini’ la tradizione della Infiorata. Tutte le vie percorse saranno appositamente addobbate con temi floreali. Hanno partecipato all'evento i bimbi della Parrocchia che hanno appena ricevuto la Prima Comunione , i quali hanno provveduto, secondo l'antica usanza, a cospargere le vie di ulteriori petali di fiori. E’ stato un trionfo di colori e di fiori primaverili a Rio nell'Elba è stata ripristinata la tradizione della Infiorata in occasione della festa religiosa del ‘Corpus Domini’. La manifestazione ha suscitato l’interesse e l'ammirazione di innumerevoli persone giunte sul posto. L’evento ha potuto avere luogo grazie al concorso degli studenti dell’Ite “G.B. Bodoni” di Parma, in paese per il periodo di alternanza scuola-lavoro. “Si è trattato – ha commentato il presidente della Pro Loco - di una giornata nella quale ogni riese ha saputo offrire il meglio di sé, indipendentemente dal proprio credo religioso o dalle proprie ideologie. Rio e l’amore verso di esso sono tornati al centro dell’interesse di ogni suo abitante. Soltanto grazie a questi fattori la Pro Loco è quindi riuscita a coordinare un evento che era caduto in disuso da molti anni. Ciò considerato, nel ringraziare idealmente tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione. Si auspica – ha concluso - che questo evento sia stato soltanto il primo di una lunga serie, tanto da ricondurre Rio Elba e l’intero versante Orientale ai fasti che essi meritano”.

sabato 26 maggio 2018

Mostra multimediale su Napoleone all'Elba


Si arricchisce il pacchetto degli ambienti da visitare alla villa napoleonica di San Martino. Da questa stagione infatti si potranno visitare gli appartamenti a pianto terra della “maison rustique” del Generale corso, secondo quanto previsto dal programma di lavoro redatto dalla direttrice dei due musei napoleonici, Antonia D'Aniello e autorizzato dal Polo Museale toscano sotto la cui giurisdizione ricadono le regge dell’Elba. Si tratta della cucina, del bagno di Paolina e di un'anticamera piuttosto austera. Stanze tutte con interessanti decorazioni: frutto di contaminazioni di diversi stili pittorici, da quello prettamente imperiale che avrebbe dovuto far ricordare all'Imperatore i fasti delle Tuileries allo stile fiorentino. Quando Napoleone si trovava al primo piano nel suo studiolo a lavorare e aveva voglia di un bagno non doveva far altro che alzare una botola e scendere nell'ambiente sottostante che oggi porta il nome della sorella dell’Imperatore. Sopra la vasca in marmo il Sovrano volle un affresco che riproduceva una figura femminile nuda, vista di fronte, con il busto appoggiato sul gomito e le gambe allungate. In alto, sulla destra, la scritta in latino che pare sia stata ispirata e voluta dallo stesso Sovrano: "Qui odit veritatem, odit lucem" (Chi odia la verità, odia la luce), la cui ultima parola però della prima riga dovrà essere corretta in quanto il restauratore (probabilmente digiuno della lingua latina) ha trasformato la 'v' di "veritatem" in 'm' cambiandone completamente il senso. Questa serie di interventi di restauro al museo di San Martino è iniziata dopo il distacco dal cornicione di alcuni fregi d'ottone imperiali e di altre decorazioni, all'epoca rimossi e oggi in fase di restauro. Attualmente si stanno mettendo in sicurezza i grandi vasi che sporgono dalla balaustra della Galleria Demidoff, dal nome del suo ideatore, il principe russo Anatolio, marito per alcuni anni della nipote di Napoleone, Matilde Bonaparte. Tutto sarà pronto entro la fine di maggio. L’intervento, una volta ultimato, restituirà alle centinaia di ospiti che visiteranno la Villa quello che a tutti gli effetti era il "Giardino terrazzato" della ‘casa di campagna’ di Bonaparte nel suo primo esilio, così come lo concepì lo stesso Demidoff. Ma non sarà l’unica novità della stagione 2018 per il museo. Altre proposte riguardano la cartellonistica. Sono stati sostituiti e aggiornati tutti i cartelli che danno utili informazioni sul percorso e le eccellenze da visitare. Poi, seguendo un'impostazione che ha voluto mantenere fin dall'inizio del suo mandato, la direttrice D'Aniello ha anche curato l'aspetto esterno, compreso lo stesso giardino antistante la villa e il parco ad esso connesso. Una fitta vegetazione impediva la vista della Villa del Conte Pullé, in pratica non molto distante dall'ingresso del museo napoleonico. Il bellissimo complesso ottocentesco con un'imponente rampa di scale sia sul lato destro che sinistro, fa da degna cornice alla stessa ‘maison rustique’. Come pure ristrutturato è il percorso all'interno del parco che conduce alla Serra che Pilade del Buono, verso la fine dell'Ottocento, fece costruire dall'architetto Adolfo Coppedé. Infine la fontana di fronte all'ingresso della maison. Il suo funzionamento idraulico è completamente assente. Insieme con quella nel giardino dei Mulini è inserita nell'Art Bonus, il sistema di incentivi fiscali a favore di privati o società che decidono questa forma di mecenatismo ricavandone crediti d'imposta. «Tanto entusiasmo all’inizio. Tanti buoni propositi. Ma fino a oggi - conclude Antonia D'Aniello - non è arrivato neppure un euro da chicchessia».

sabato 10 marzo 2018

A proposito di Smart



Portoferraio - La Fondazione "Villa romana delle Grotte" e con essa il progetto sulla rada di Portoferraio sono stati costantemente presenti nei vari simposi culturali che si sono tenuti recentemente a Roma, Firenze e Pisa. E presto ci sarà un appuntamento in programma anche al centro congressuale De Laugier. Da parte sua la Fondazione delle Grotte ha preso parte, quest'inverno, a tutta una serie di presentazioni a livello nazionale, sempre finendo per parlare della Rada di Portoferraio. È stata invitata da Aithale, gruppo di ricerca delle tre università toscane responsabili dello scavo archeologico della villa rustica romana di San Giovanni e che sono l'Università di Siena e Scuola superiore normale di Pisa per archeologia e università di Firenze per scienze della terra. «La Fondazione "Villa romana delle Grotte" - scrive la presidente Cecilia Pacini, - nella rinnovata veste che comprende anche il Comune di Portoferraio, punta sulla direzione scientifica quale elemento cardine per l'offerta culturale: con il contributo dell'archeologa Laura Pagliantini che ci ha rappresentato finora, si afferma nel sistema museale di Portoferraio e dell'Arcipelago Toscano. Il futuro restauro delle cisterne della Villa, progetto lanciato grazie a un finanziamento di Asa spa che ne permette la sua impostazione, apre ulteriori sviluppi». Per cui dal salone dell'archeologia e turismo che si è appena concluso e che ha visto partecipare tra i relatori anche Alberto Angela, riempiendo all'inverosimile la sala Congressi di Firenze, alla Crypta Balbi del museo romano a Roma, alla prossima presentazione alla Scuola normale superiore di Pisa. In ognuno di questi appuntamenti ricordati il progetto della rada di Portoferraio è stato il vero protagonista. Ora si guarda già al prossimo appuntamento (entro fine mese) a Portoferraio, sull'Isola d'Elba. Sarà l'occasione perché Franco Cambi e Laura Pagliantini, ambedue docenti del dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell'università di Siena faranno conoscere agli elbani i risultati dell'ultima campagna di scavi nel podere dei Gasparri a San Giovanni che ha portato al ritrovamento di uno scheletro presumibilmente di un giovane morto e sepolto abbastanza frettolosamente. Inoltre i due docenti relazioneranno sull'intera campagna di scavi a San Giovanni iniziati nel 2011 con l'intento di far luce sull'attività siderurgica etrusca e poi romana sull'Isola. Poi la ricerca ha preso un'altra strada e ha scoperto una "protovilla" situata presso il mare, dotata di un piccolo porticciolo. I lavori per la costruzione di questa "pars rustica" della villa rappresentano la fine della fase metallurgica elbana. Infatti, a causa della difficile reperibilità del combustibile necessario per la lavorazione del ferro, circa nel 100 a. C. sull'Isola cessa l'attività di estrazione di questo minerale, che era stata portata avanti fin dagli etruschi. L'area attualmente sede degli scavi viene trasformata quindi in una zona agricola di grande pregio, con colture di vigneti, oliveti, frutteti. Inoltre sarà l'occasione per il definitivo lancio del progetto Smart, il nuovo sistema museale dell'Arcipelago Toscano, finanziato dalla Regione Toscana e adottato da tutti i Comuni delle isole toscane. Lo Smart è cofinanziato dalla gestione associata per la promozione turistica dei Comuni dell'isola d'Elba. Si tratta di un vero cambiamento epocale per il patrimonio culturale delle isole.